"L’amore è come l’eroina. Da solo fuori non ne esci. Pensi di avercela fatta, ti metti alla prova, “che può farmi un solo sguardo”, “che sarà mai un buco”. Ed eccoti qua a piangere di nuovo, eccoti qua nella dipendenza più totale."



"Ero un sacco forte quando si trattava dei problemi degli altri. Solo con i miei non ne venivo a capo."



"Siamo completamente soli in questa valle della follia."









Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino è un film drammatico del 1981 diretto da Uli Edel. Si ispira alla vera storia di Christiane Vera Felscherinow. Il film prende ispirazione dall'omonimo libro. Come e più del libro, il film, che ebbe presto diffusione nelle più importanti lingue del mondo, contribuì alla fama della storia di Christiane. Rispetto alla storia narrata nel libro, il film presenta una trama più snella. Nonostante i personaggi principali siano gli stessi del libro, nella versione cinematografica alcuni di quelli che nel libro occupano un ruolo centrale appaiono del tutto marginali; del padre di Christiane non c'è traccia nel film, così come la sua amica Stella è poco più di una comparsa. La narrazione del film comincia quando Christiane già frequenta la discoteca Sound e vive nel quartiere disagiato di Gropiusstadt e salta a piè pari l'esperienza al centro luterano Haus der Mitte, in cui Christiane iniziò a consumare droghe leggere; inoltre sono del tutto assenti le descrizioni dei giorni passati da Christiane nei pressi di Amburgo dai suoi parenti. Il film, a differenza del libro, si chiude con la voce fuori campo di Christiane che dichiara di essere sopravvissuta grazie alla madre e al di lei compagno che, di forza, l'avevano trasportata ad Amburgo, lontano da Berlino. Pertanto nel film manca l'ultima parte della trattazione. Mancano poi del tutto le riflessioni di Christiane sulla società di quegli anni. Il film è dedicato ai tre amici di Christiane che morirono di overdose in quegli anni, la cui storia è narrata nel libro: Babette Döge (morta il 19 luglio 1977), detta Babsi, Andreas W. (morto il 7 gennaio 1977) detto Atze, Lufo F. (morto il 22 gennaio 1978), e agli altri cui mancarono la forza e la fortuna per sopravvivere. Il film, come il libro, ha contribuito non poco a rendere nota nel mondo occidentale la piaga della prostituzione e della tossicodipendenza giovanile. Inoltre il film deve molto alla partecipazione di David Bowie. Come si evince dai titoli di coda, nel film recita, nel ruolo di una delle ragazze che gravitano attorno al Sound, l'amica di Christiane Stella, il cui vero nome era Catherine Schabeck.